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Messaggio Da nailsenails il Sab Nov 08, 2008 12:38 pm

APRIRE UN NAIL CENTER

Essendo, per molte Regioni, l'attività di "Applicazione di Unghie Artificiali e Decorazione Unghie" un'attività libera, e quindi non rientrante nella sfera di applicazione della Legge 1/1990 che disciplina l'attività di estetista, chi intende svolgere tale attività non necessita della qualifica di estetista e non deve produrre, all'atto della domanda di iscrizione, alcuna documentazione.

Per aprire un'attività artigianale libera da regolamentazioni, questa è la prassi:
dopo aver trovato il locale adatto alle proprie esigenze (ubicazione e metratura) ed eseguito tutti i lavori secondo le norme di sicurezza (impianto elettrico, riscaldamento, bagno, etc.), si effettua la comunicazione al Comune di residenza dell'inizio dell'attività entro 30 giorni dall'apertura della stessa.
In seguito a questo ci sarà la verifica di un addetto comunaleo di una guardia municipale per constatare la veridicità della comunicazione; questo compilerà un modulo, l'attestato di veridicità, di cui rilascerà copia da allegare alla domanda di iscrizione all'Albo Artigiani, insieme alla Partita IVA.


REQUISITI RICHIESTI ALLA LUCE DELLE RECENTI SENTENZE

a cura dell'Avv. Fabio Coccia - e-mail: e.coccia@libero.it

Lo studio legale Coccia con sede a Perugia è stato chiamato a rispondere in maniera sempre più frequente, data la crescente richiesta da parte degli operatori, al quesito su quali siano i requisiti stabiliti dalla legge per lo svolgimento dell’attività di costruzione, ricostruzione ed applicazione di unghie artificiali.
Le frequenti richieste di consulenza in materia, giunte in alcuni casi al cospetto dei Tribunali, rispondono ad una necessità tangibile di fare chiarezza nel panorama legislativo nazionale, determinatasi a seguito delle controversie interpretative che pone la forzata applicazione alla materia che ci occupa delle disposizioni dettate dalla L. 1/1990, che disciplina a livello nazionale l’attività di estetista.
Le Commissioni Provinciali per l’Artigianato, infatti, organi cui spetta la competenza esclusiva in ordine all’accertamento dei requisiti per la qualifica di attività artigiana e professionale, tentano di ricondurre, con operazioni altamente acrobatiche, l’attività di applicazione di unghie artificiali alla disciplina introdotta dal testo legislativo della L. 1/1990 con conseguente soggezione ai rigidi parametri in termini di possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti da tale Legge ed alle più restrittive prescrizioni imposte dai Regolamenti comunali.
Appare evidente come quello operato dalle Commissioni per l’Artigianato rappresenti un tentativo, ormai in via di superamento grazie all’applicazione pratica che scaturisce dai Tribunali, di riempire il vuoto legislativo venutosi a creare a seguito dell’affermarsi di tale nuova attività di applicazione di unghie artificiali e stanti l’assenza di una normativa di settore; infatti, mancando una legge apposita che disciplini l’attività in questione e colmi, quindi, tale lacuna, la generalità delle Commissioni per l’Artigianato, con [sempre meno] rare eccezioni, rifiuta l’iscrizione all’Albo Imprese Artigiane a quelle ditte che non presentino nella loro compagine almeno un soggetto munito della qualifica di estetista, che possa fungere da preposto per l’esercizio di un’attività che viene, a nostro avviso e ad avviso anche dei Tribunali più “progressisti”, a torto ritenuta una propaggine dell’attività di estetista.
La netta linea di demarcazione che separa tali due attività emerge con chiarezza laddove si legga il contenuto dell’art. 1 della L. 1/1990, che nel definire l’attività di estetista sottolinea come questa comprenda “tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione e l’attenuazione degli inestetismi presenti.
Tale attività può essere svolta con l’attuazione di tecniche manuali, con l’utilizzazione di apparecchi elettromeccanici per uso estetico … e con l’applicazione di prodotti cosmetici definiti tali dalla L. 11.10.1986 n. 713”.
Mentre, per converso, l’attività di applicazione di unghie artificiali consiste nella giustapposizione di una protesi preconfezionata alle unghie naturali ad esclusivi fini di abbellimento delle dita, rimuovibile in qualsiasi tempo e, pertanto, senza effetti invasivi sul corpo umano, poiché si agisce sempre ed esclusivamente sull’unghia preformata, sia ab origine sia in virtù dei successivi interventi correttivi, necessari, questi, per mantenere le unghie della lunghezza desiderata colmando la crescita dell’unghia artificiale che avanza al crescere di quella naturale; ed inoltre, nell’esercizio di tale attività, si impiegano prodotti che non rientrano nel novero di quelli classificati dal Ministero della Sanità come cosmetici.

Ciò che differenzia, dunque, le due attività è l’effetto invasivo / modificativo che generalmente ha sul corpo umano l’opera dell’estetista, finalizzata ad eliminarne od attenuarne gli inestetismi, rispetto invece alla minore incidenza dell’attività di costruzione, ricostruzione ed applicazione di unghie artificiali, che si svolge, a fini ornamentali, sulle sole unghie naturali che peraltro rimangono inalterate, come tutto il resto del corpo umano.

Sul tema, espressamente e debitamente interpellati, sono intervenuti vari Tribunali, Venezia, Torino e, da ultimo, Perugia, con due pronunce nel 2005 e recentemente nel 2007; il Collegio del capoluogo umbro, in ambedue le occasioni, con un lineare ragionamento logico-giuridico, interpretando il dettato legislativo di riferimento da una parte e le istanze provenienti dalla società sui nuovi canoni estetici dall’altra, ha ordinato d’imperio l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane di ditte alle quali questa era stata negata dalle competenti Commissioni per l’Artigianato, fornendo a chiare lettere un illuminante compendio della questione: “Tale attività [di costruzione, ricostruzione e applicazione di unghie artificiali] non può farsi rientrare nell’attività dell’estetista ai sensi dell’art. 1 della L. 1/1990, poiché l’attività che intende svolgere la ricorrente non può ritenersi svolta sul corpo umano (riguardando le sole unghie naturali che peraltro rimangono inalterate), tantomeno è destinata a modificare il corpo umano o ad eliminare inestetismi su di esso presenti; questa nuova attività artigianale non fa altro che rispondere ad una richiesta di adeguamento dell’aspetto fisico ai canoni di moda e di costume”; inoltre, i prodotti utilizzati per l’applicazione delle unghie artificiali, secondo il sistema di lavorazione esposto, non sono ritenuti prodotti cosmetici, ma utili solo per la costruzione di unghie artificiali ed accessori per la loro applicazione”.
In conclusione, nell’auspicare un intervento risolutivo del legislatore, che prendendo in considerazione le istanze provenienti dalla società e dai Tribunali disciplini in maniera organica tale nuova attività, allo stato attuale, tirando le fila di quanto sortito dalla elaborazione giurisprudenziale, non può che sottolinearsi come, contrariamente a quanto richiesto dalla maggior parte delle Commissioni per l’Artigianato di prima e seconda istanza, per l’esercizio di tale attività non è necessario né l’attestato di qualificazione professionale di estetista né la conseguente autorizzazione comunale, al possesso dei quali requisiti non può essere subordinata l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, che va invece, senz’altro, riconosciuta a semplice richiesta dell’istante, previa presentazione della documentazione necessaria.

by unghieartificiali.it


Quando, anni fa, è scoppiata la moda, a molti sembrava un fenomeno passeggero, la mania di una stagione. E invece i nail center, centri estetici specializzati nella ricostruzione e nell’allungamento delle unghie, si sono moltiplicati. Anna, come molte altre lettrici, vorrebbe aprirne uno, ma non sa da che parte cominciare.

«La prima cosa è informarsi sulla normativa regionale» dice Lucia Pavanello, titolare di Beauty Company (www.beautycompany.it , tel. 0498721872), azienda specializzata nella fornitura di prodotti e nell’organizzazione di corsi. «In alcune regioni, infatti, per esercitare basta aprire una posizione Iva come artigiane, mentre in altre è richiesto il diploma triennale di estetista».

In ogni caso esistono dei corsi ad hoc. Di solito la durata è piuttosto breve (4/6 giorni), mentre il costo va dai 450 euro per uno base ai 1.000 per quelli in cui è compreso il kit di esercitazione . «Per iniziare a lavorare in proprio, però, ci vogliono almeno tre mesi di pratica in un nail center» spiega Micaela Busato, franchisor e titolare di Boxy nail bar a Vicenza (www.boxynailbar.it , telefono 0444962777).

L’investimento iniziale è molto contenuto. Bastano 500 euro per “i ferri del mestiere”: un fornetto per scaldare il gel, tre o quattro pennelli e una ricca gamma di colori; oltre, ovviamente, a un set da manicure completo.

Per aprire un negozio, invece, occorrono almeno 10.000 euro. Chi non ha il capitale, però, non si deve preoccupare. All’inizio si può lavorare a domicilio o a casa propria. O, ancora meglio, collaborare con un centro estetico o aprire un corner in una palestra o in un coiffeur, dove si ha più visibilità.

La “tariffa” per un trattamento a entrambe le mani va dai 60 agli 80 euro. E se gli affari vanno bene, si può pensare a un centro proprio: ma il fatturato deve raggiungere almeno i 12.000 euro, il necessario per coprire i costi di gestione.

by donnamoderna.com


DA MILLIONAIRE.IT

Natasha è una giovane russa che ricostruisce unghie: la sua agenda è piena di appuntamenti fino al 2006. Laura Tran Thien è un imprenditrice vietnamita che ha aperto a Milano un centro per la bellezza delle mani: per una seduta bisogna aspettare una settimana. Enhancements, tre anni fa, era una delle pochissime spa italiane a debuttare nel settore. Oggi già punta al franchising. Di storie di ordinaria realizzazione è pieno il settore dei nail center. Diffusissimi in Usa (dove se ne contano 400 mila) ma anche in Germania e Gran Bretagna, propongono servizi che spaziano dalla semplice manicure alla ricostruzione delle unghie (con l’applicazione di gel e resine) fino alla ricopertura (con resine indurenti) e al piercing (cioè decorazioni con anellini o piume...).
Il business è già forte anche in Italia. La crescita del mercato, quasi vertiginosa, si basa su due fattori: l’attenzione sempre maggiore per l’estetica tipica della nostra società e la moda della nail art, cioè l’arte di decorare le unghie con smalti colorati, brillantini e disegni in miniatura.
Tre le formule di business per chi intraprende nel settore. La prima consiste nell’apertura di un corner presso un centro estetico o un salone di acconciature già avviato. «In questo modo è possibile risparmiare sull’arredamento, sull’allestimento della reception e sulla ricerca di clientela, perché ci si appoggia al locale in cui ci si inserisce. L’attività parte in modo più rapido ma, a differenza di una struttura indipendente, fidelizza meno la clientela» spiega Nicoletta Toffali, responsabile franchising di Chic Nails (www.chicnails.com), catena che propone affiliazione sia per corner (da 10.600 euro) sia per studi indipendenti (da 15.960 euro), in cui si effettua solo ricostruzione e decorazione unghie.
In alternativa al corner è possibile aprire un negozio indipendente, di cui già esistono due modelli. Quello più classico punta su un’immagine di igiene asettica dell’ambiente e si dedica in esclusiva ai servizi per mani e piedi. Diverso il concetto di business del “nail bar”. «Questi centri si trasformano in posti di aggregazione dove oltre a manicure e altri trattamenti rilassanti si fanno aperitivi, musica lounge, piccoli buffet e organizzazione di feste a tema» racconta Katia Calabrò, responsabile marketing della società Ladybird che commercializza prodotti di settore di marchi internazionali (www.ladybird.it).

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da cenerentola il Dom Feb 08, 2009 2:56 pm

ci rinuncio,... !!!:(

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da chimera 80 il Gio Mar 19, 2009 7:37 pm

Ciao a tutte ...mi presento sono Chiara di Verona.
Avrei già un quesito da porre...
sapete di scuole che fanno i corsi di 200 ore per onicotecniche?
Che siano presenti nel Nord ...Grazie

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da nailseglitter il Gio Mar 19, 2009 7:46 pm

chimera 80 ha scritto:Ciao a tutte ...mi presento sono Chiara di Verona.
Avrei già un quesito da porre...
sapete di scuole che fanno i corsi di 200 ore per onicotecniche?
Che siano presenti nel Nord ...Grazie
interessa anche a me!!!

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da Altheanails il Ven Mar 20, 2009 10:14 am

chimera dovresti presentarti nella sezione apposita prima di postare domande...

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da NAILSETTE85 il Lun Apr 20, 2009 2:12 pm

scusa ho visto dei francising ma sono carissimi ti uccidono xkè ci vogliono almeno 1.200 euro di soldi al mq. ke devono essere minimo 15-20, poi mensili da 250 in su di royalties ed il fitto del locale almeno 1.000 euro .secondo me nn conviene affatto o no ? ke ne dite? risata3

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da nailsenails il Lun Apr 20, 2009 2:25 pm

scusa nail sette non si puo' usare questo carattere nel forum, devi usare quello normale

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da NAILSETTE85 il Lun Apr 20, 2009 2:32 pm

ok scusa

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da claudia2 il Dom Apr 26, 2009 10:41 pm

grazie licia

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da lamù il Ven Giu 05, 2009 2:36 am

farò di tutto per riuscirci :study: occhi pittore

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da olga il Lun Lug 06, 2009 8:04 pm

raga ho una domanda ,io voglio aprire un nail center, per aprire partita iva cosa meglio essere libera professionista con codice 93.02.02 manicure e pedicure, o come lavoratore autonomo o artigiano ?cosa mi consigliate ?dove si paga di meno tasse?aiutate a capire. Rolling Eyes Perfavore grazie

olga
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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da -marti- il Lun Lug 06, 2009 8:06 pm

credo come artigiano

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da olga il Lun Lug 06, 2009 8:08 pm

grazie Marti ,aspetiamo se qualcuno a qualce info.

olga
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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da evabettini il Lun Ago 03, 2009 6:03 pm

Qui da me in a Prato è richiesta la qualifica di estetista, sia per aprire un centro nail che per esercitare presso un centro estetico! Uffi!!!
Ma appena finisco la scuola aprirò un mega centro con mega angolo dedicato alle unghie.
Io credo che non convenga affidarsi al franchising: perchè se legato al marchio, invece a volte può essere necessario cambiare prodotti o comunque sceglierli in base alle esigenze della cliente. Inoltre potrebbe essere carino inserire nel negozio un punto vendita di bigiotteria o make-up, per es., ma non tutte le ditte te lo permettono!

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Re: Aprire un Nail Center

Messaggio Da simona85 il Ven Set 18, 2009 1:23 pm

vorrei aprire un nails center ma non sò a che ditta rivolgermi per corso e prodotti ne conoscete qualcuna????o meglio se voi siete titolari di un nais center fate parte di un franchising oppure no???aiutatemi

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